Digitalizzare il patrimonio culturale al fine della sua conservazione e valorizzazione. L’uso sempre più diffuso di tecnologie emergenti per la fruizione, l’impiego di nuove modalità di visualizzazione come la realtà virtuale ed aumentata, la gamification. Si parlerà anche di digitalizzazione del patrimonio archivistico e librario e delle esigenze dei piccoli musei di digitalizzare le loro collezioni e reperti.

comitato organizzatore del Forum

09:00 - 10:15 L'immagine digitale del Patrimonio Culturale

Il progetto di salvaguardia digitale dell'archivio fotografico della Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Pompei, Ercolano e Stabia: genesi, articolazione del lavoro e risultati attesi, Soprintendenza Archeologica di Pompei

Le fotografie storiche e il digitale: un difficile ma efficace connubio, e la sfida organizzativa di un grande intervento di conversione digitale, Vincenzo Giannoccaro, Space Spa

La scoperta dell’anfiteatro romano a Volterra (PI). Scavo, Rilievo 3D e indagini geofisiche. Inquadramento della scoperta dell'Anfiteatro romano a Volterra ed i punti fondamentali dello scavo archeologico - Elena Sorge, Soprintendenza Archeologica della Toscana. Il rilievo e la rappresentazione digitale dell'Anfiteatro - Carlo Battini, Università di Genova. Le indagini geofisiche sul cantiere, Annalisa Morelli, SOING

Sistemi Hw e Sw per la digitalizzazione e fruizione del patrimonio culturale, Simone Orlandini, Microgeo

La Digital Transformation al servizio della valorizzazione dei nostri Beni Culturali, Flavio Tieghi, Maria Vittoria Grisolia, Bucap


Moderatore: Michele Fasolo, Archeomatica


ABSTRACT DEGLI INTERVENTI

Il progetto di salvaguardia digitale dell'archivio fotografico della Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Pompei, Ercolano e Stabia: genesi, articolazione del lavoro e risultati attesi, Alberto Bruni, Soprintendenza Archeologica di Pompei

 

Le fotografie storiche e il digitale: un difficile ma efficace connubio, e la sfida organizzativa di un grande intervento di conversione digitale, Vincenzo Giannoccaro, Space Spa

L'intervento descrive il progetto, in corso, di trattamento digitale del patrimonio fotografico e documentale della Soprintendenza, che raccoglie le preziose memorie delle attività di scavo e di restauro, proponendo vedute delle insulae di Pompei, dettagli di pitture parietali, con i particolari dei reperti o di resti scheletrici che affiorano; e ancora testimonianze rilevanti come scatti dei danni dopo particolari accadimenti, come terremoti, furti o durante le guerre. Si tratta di una documentazione di grande pregio non solo per conoscere la storia degli scavi in questo straordinario sito archeologico, ma anche come testimonianza delle tecniche, delle imprese, ed anche delle curiosità sulle attività di scavo attraverso i secoli.

L'intervento (nelle sue diverse fasi di spolveratura e condizionamento degli originali, digitalizzazione, post-elaborazione digitale e catalogazione informatizzata) ha interessato circa 183.500 originali fotografici e di circa 27.700 pagine di originali cartacei, e ha previsto il trattamento di materiali eterogenei (negativi su pellicola, negativi su lastre di vetro, diapositive, diacolor, video, accostati a inventari dei reperti, note di spedizione, diari di scavo).

 

La scoperta dell’anfiteatro romano a Volterra (PI). Scavo, Rilievo 3D e indagini geofisiche

Inquadramento della scoperta dell'Anfiteatro romano a Volterra ed i punti fondamentali dello scavo archeologico - Elena Sorge, Soprintendenza Archeologica della Toscana. Il rilievo e la rappresentazione digitale dell'Anfiteatro - Carlo Battini, Università di Genova. Le indagini geofisiche sul cantiere, Annalisa Morelli, SOING

Tra i molti ritrovamenti volterrani il più eclatante ha iniziato a prender forma nel mese di luglio 2015 in una vallecola nei pressi nella necropoli del Portone, non lungi dal sito del teatro di Vallebuona. All’apparenza l’opera pubblica che è stata all’origine di questa scoperta non si distingueva in alcun modo dalle molte altre che nel corso del 2014/2015 hanno interessanto il territorio in opere di ripristino e consolidamento a seguito dei dissesti causati dagli eccezionali eventi metereologici che hanno interessato la città di Volterra ed i suoi dintorni a partire dal gennaio 2014.
A seguito pertanto delle prime clamorose scoperte, con il supporto anche dei risultati delle indagini geoelettriche, che hanno confermato l’esistenza di un bacino archeologico imponente interrato a notevole profondità, la Soprintendenza si è immediatamente attivata per progettare l’inizio delle indagini sul sito del supposto anfiteatro. Il 29 settembre 2015 è stato quindi iniziato un saggio di scavo. Quello che abbiamo riportato alla luce è uno spaccato di un settore dell’anfiteatro. La struttura risultava coperta essenzialmente da una spessa coltre di terra e sabbia che aveva preservato piuttosto bene le strutture.
Contemporaneamente sono partire le attività di rilievo dello scavo da parte della Università di Genova, che ha avuto come obbiettivo quello di documentare ed elaborare le informazioni geometriche ottenute tramite l’impiego di diversi sistemi topografici. In particolare lo scopo della collaborazione di ricerca tra Università di Genova e Soprintendenza  è stato focalizzato sulla applicazione di differenti metodologie di rilievo speditivo all’interno dello scavo archeologico, avendo come obbiettivo quello di acquisire il maggior numero di informazioni nel minor tempo possibile, senza bloccare e/o intralciare le fasi di scavo dell’equipe di archeologi. A tal fine la ricerca ha visto l’impiego di differenti procedure di rilievo capaci di produrre dati che potevano dialogare ed interagire tra di loro, popolando in questo modo una banca dati tipica del rilievo integrato. Sistemi capaci di produrre dati sia sotto forma di nuvole di puti tridimensionali, sia modelli triangolari particolarmente dettagliati e con la possibilità di impiego del colore come mezzo per comunicare e rappresentare lo stato materico del bene analizzato.
Le indagini geofisiche eseguite a fine scavo, tra Novembre 2015 e Marzo 2016, da SOING strutture e ambiente in qualità di partner di progetto della Soprintendenza Archeologia della Toscana, hanno cercato di rispondere alle domande emerse dopo la prima fase di scavo conclusa a Ottobre 2015. In particolare la ricerca del dimensionamento della pianta ellittica, la valutazione delle profondità e la valutazione dello stato di conservazione delle strutture dell’anfiteatro di Volterra.
Le risposte raggiunte grazie alla Tomografia elettrica 3D (ERT) integrata alla Indagine elettromagnetica (FDEM) e alla indagine Georadar (GPR) hanno permesso di pianificare la seconda fase di scavo realizzata as Aprile 2016 e sarà di supporto agli scavi futuro a cui si spera di arrivare, ottimizzando in questo modo tempi e costi per l’esecuzione dei lavori.

 

Sistemi Hardware e Software per la digitalizzazione e fruizione del patrimonio culturale, Simone Orlandini, Microgeo

La crescente richiesta di modelli digitali per la documentazione e valorizzazione del patrimonio culturale ha favorito, negli ultimi anni, lo sviluppo di sistemi di acquisizione e metodi di elaborazione sempre più veloci e raffinati. Oggi i sistemi a sensori attivi e passivi  permettono di acquisire le caratteristiche geometriche degli oggetti con estrema accuratezze e precisione. Le piattaforme per la gestione dei dati consentono di correlare i dati tra loro al fine di costruire una conoscenza piena dei manufatti. L'intervento mette in luce, attraverso esempi concreti, lo sviluppo di sistemi e metodi di acquisizione ed elaborazione dei dati.
 

La Digital Transformation al servizio della valorizzazione dei nostri Beni Culturali, Flavio Tieghi, Maria Vittoria Grisolia, Bucap

La conservazione e la fruizione del patrimonio storico, culturale e artistico rappresentano un obiettivo strategico per il nostro paese. Bucap presenta alcuni case history di enti pubblici e privati che hanno sviluppato virtuosi progetti di digitalizzazione.