11:00 - 13:00 Diagnostica per la fruizione del patrimonio culturale

 La diagnostica non distruttiva deve essere finalizzata alla documentazione dello stato di degrado al fine di mantenere il bene nella sua integrità nel tempo e consentire così la fruizione nel futuro. Fondamentale nei progetti di restauro, assume particolare valore nella necessaria opera di manutenzione che dovrebbe essere alla base dei processi di tutela per evitare i restauri.

Chairman:

Relatori:

Il progetto regionale COBRA (Sviluppo di metodi, tecnologie e strumenti avanzati per la Conservazione dei Beni culturali, basati sull’applicazione di Radiazioni e di tecnologie Abilitanti) è finalizzato al trasferimento di tecnologie e metodologie innovative dalla ricerca agli utenti finali e alle imprese nel settore della conservazione di beni culturali. Saranno presentati i dimostratori laser ed in fibra ottica a basso costo realizzati e i risultati principali di alcune campagne dimostrative.

 

La conoscenza profonda di un Bene Culturale, nonché la sua corretta tutela, proviene dalla collaborazione attiva tra figure professionali appartenenti a  diversi settori. Proprio in questo contesto si inserisce il lavoro presentato in occasione del Forum Technology for All, per il quale verrà mostrata la piattaforma sviluppata nell’ambito di una borsa di studio GARR per visualizzazione e condivisione via web dei dati sperimentali multidisciplinari acquisiti con strumentazioni ENEA inserite nel progetto regionale CO.B.RA presso la Tomba dei Demoni Azzurri nella Necropoli di Tarquinia (VT).

 

La presentazione verte sulla dimostrazione di sperimentazione condivisa eseguita sulle tavole vibranti del laboratorio SITEC del C.R. ENEA Casaccia con un basamento dotato di isolamento antisismico di tipo a pendolo a rotolamento, prototipo per la progettazione su brevetto ENEA di quelli allestiti per i Bronzi di Riace presso il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria. La condivisione remota è stata realizzata nell’ambito del Workshop del progetto CO.B.R.A. “sviluppo e la diffusione di metodi, tecnologie e strumenti avanzati per la COnservazione dei Beni culturali, basati sull’applicazione di Radiazioni e di tecnologie Abilitanti” con collegamento diretto al laboratorio delle tavole vibranti del Centro di Ricerca ENEA Casaccia. Grazie al sistema DYSCO, gli utenti collegati in remoto presso l’Università di Taipei nell’ambito dello “TAIPEI SMART CITY SUMMIT & EXPO 2017” ed in altre località hanno assistito ai test sismici e sono intervenuti tramite il collegamento chat, previa registrazione. Tramite tecnologia Adobe Connect, DYSCO ha consentito il collegamento video/audio con le telecamere poste intorno alla tavola ed i microfoni a numerosi fruitori, oltre ad una chat gestita dall’amministratore che controlla i collegamenti dal laboratorio ed illustra i dettagli degli esperimenti. Contemporaneamente, agli utenti remoti è stato anche possibile visualizzare in tempo reale i dati acquisiti tramite grafici ed elaborazioni 3D del sistema di motion capture 3DVision che è in grado di rilevare gli spostamenti di numerosi marcatori istallati sulla struttura in esame, così come li osserva l’operatore in laboratorio. Negli ultimi test il basamento isolato è stato dotato anche di dispositivi di BLOCCO-SBOCCO di tipo elettromagnetico attivabile da un segnale proveniente da un sistema di allerta tempestivo (early warning) in caso di terremoto.

 

Nella presentazione saranno brevemente illustrate alcuni applicazioni di una tecnica, recentemente introdotta, che ha rivoluzionato il processamento dei video digitali. I video digitali, prodotti tramite una comune videocamera, vengono successivamente elaborate per mezzo di un algoritmo che consente di amplificare i piccoli movimenti di una struttura o di sue parti. Non si tratta di un ingrandimento delle immagini, ma di una vera e propria amplificazione dei piccoli moti della struttura che altrimenti risulterebbero invisibili. La tecnica descritta, detta “moto magnificato”, è stata implementata nel 2013 presso il MIT di Boston, ma finora è stata utilizzata in altri campi (medicina, fisiologia, meccanica, proprietà dei materiali). E’ la prima volta che il moto magnificato viene usato per lo studio della stabilità di monumenti storici e per applicazioni sismiche. Si farà riferimento ad esperimenti condotti nell’ambito del progetto CoBra presso il laboratorio SITEC dell’ENEA, illustrando vantaggi e problematiche.

 

L’infrastruttura ICT di ENEA ha supportato le attività sperimentali svolte per i beni culturali laziali,  nel progetto COBRA. L’elaborazione e la fruizione  dei dati diagnostici, ottenuti durante alcune importanti campagne sperimentali in situ, sono state effettuate grazie alle tecnologie computazionali integrate dell’infrastruttura ENEAGRID.  Il trasferimento tecnologico e la divulgazione  scientifica di questi risultati sono stati attuati con successo mediante una metodologia trasversale e inclusiva che ha prodotto uno "spazio condiviso" - reale e virtuale - dove il mondo della Ricerca, le Istituzioni Culturali e le PMI  hanno collaborato nel creare un linguaggio comune, a vantaggio della salvaguardia e della valorizzazione del Patrimonio Culturale laziale. In questo nuovo "spazio condiviso" esperti e operatori della filiera dei BBCC accedono ai laboratori e alle competenze specialistiche in essi sviluppate, ma anche a informazioni e dati, in totale sicurezza.

 

Nell’ambito del progetto COBRA (sviluppo e diffusione di metodi, tecnologie e strumenti avanzati per la COnservazione dei Beni culturali, basati sull’applicazione di Radiazioni e di tecnologie Abilitanti) è stata sviluppata un’architettura, denominata ENEA Staging Storage Sharing (E3S), per l’archiviazione, la condivisione e l’analisi dei dati sperimentali prodotti da sperimentazioni in campo e dai laboratori di ricerca dell’ENEA distribuiti geograficamente. In particolare sono stati messi a punto tool di visualizzazione grafica dei dati, servizi web e infrastrutture cloud storage, per la condivisione e l’analisi in tempo reale dei dati sperimentali acquisiti durante prove su tavola vibrante condotte presso il laboratorio SITEC (Sustainable Innovation TEChnologies) dell’ENEA. L’architettura E3S permette inoltre lo storage e il trasferimento dei risultati ottenuti da ricostruzioni fotogrammetriche 3D, tramite tecnica Structure from Motion (SfM), finalizzate alla fruizione, alla valorizzazione e alla conservazione del patrimonio culturale. A partire dall’acquisizione di immagini digitali 2D, sono stati realizzati modelli 3D “metricamente corretti” di alcuni reperti archeologici situati presso le Catacombe di Priscilla, di San Sebastiano e di Sant’Alessandro. I risultati delle restituzioni 3D sono stati salvati in un server “OwnCloud”, che ha come back-end storage le aree dipartimentali in condivisione dell’ENEA, e messi a disposizione degli end-users (archeologi, restauratori, personale delle catacombe) per studi ed elaborazioni future.

 

Sono presentati svariati esempi d'impiego delle tecniche neutroniche adottate dallo Studio d'Ingegneria Rogante per indagare vari oggetti archeologici (in particolare, oggetti metallici e tessuti) appartenenti a contesti diversi, ottenendo nuove informazioni sulla microstruttura del materiale e sull'origine degli oggetti esaminati. I risultati ottenuti contribuiscono all'identificazione, alla valorizzazione e alla valutazione della conservazione di tale patrimonio culturale, affrontando diversi studi reali e comprendendo diverse questioni storico-archeologiche (ad esempio metodologie di produzione e datazione). Le tecniche di caratterizzazione fisica avanzate considerate, infine, forniscono un aiuto fondamentale per sviluppare gli esami scientifici e la diffusione dei beni culturali considerati.