#toponomastica: perchè se voi disponete di un navigatore per auto efficiente è anche per merito nostro

... Come quella volta che in Valle d’Aosta stavo rilevando i civici presso il comune di Cogne. Mi trovavo in giro a piedi ed avevo con me un paio di binocoli tascabili, poiché le targhette, ben leggibili fin da lontano, permettevano di essere riconosciute anche a distanza, e dunque ne stavo semplicemente approfittando ed avevo puntato un ristorante che aveva più civici e si trovava a duecento metri da me, ma al di là di un torrente che avrei perduto tempo prezioso nel guadare.

Metto a fuoco il binocolo e georiferisco tutti i punti presenti sul manufatto. Poi attraverso la strada per passare oltre e mi trovo una volante dei Carabinieri il cui conducente mi chiede di salire a bordo; i due agenti iniziano a farmi una serie di domande su chi fossi, cosa stessi facendo li e sull’ubicazione della mia auto, raggiunta la quale troviamo sul posto una vettura dei vigili urbani con due persone a bordo, anch’esse in attesa di spiegazioni. La situazione era grottesca, non tanto perché tutte le forze dell’ordine di servizio in quella giornata nell’intera valle di Cogne fossero convenute nel piazzale dove avevo parcheggiato la macchina, quanto perché questa era stata accerchiata in modalità militarmente collaudata affinché io non potessi uscire. In una situazione del genere mi trovo a dover spiegare il mio lavoro a persone che non vogliono capirlo: “eppure se voi disponete di un navigatore per auto efficiente è anche per merito nostro, sapete?" Ma sembrava che le mie spiegazioni sortissero l’effetto opposto, che apparissero una serie di scusanti tese a coprire la pianificazione di una serie di furti domestici studiati a tavolino (farsi vedere in giro con una carta è conveniente soltanto in assetto da turisti, quindi con zainetto penzolante da una spalla, naso rigorosamente all’insù e un’espressione del viso che simuli la percezione di tutta la magìa presente intorno). Alla fine, come spesso accade nel Belpaese, mi ha salvato una conoscenza: mi sono ricordato di avere avuto più volte a che fare con il sindaco nel recente passato e per ragioni di lavoro, cosicché il vigile più solerte lo chiamò davanti a tutti noi ed io ebbi l’occasione di raccontare la situazione in cui mi trovavo ad una delle poche persone che godeva della fiducia incondizionata di vigili e carabinieri. Chissà altrimenti quanto saremmo rimasti in quel piazzale.

Un’altra volta - questa è successa ad un collega calabrese -, ci siamo trovati a dover rilevare un comune dell’entroterra ionico. Bella giornata di tiepido sole, vista superba sulla costa e sull’azzurro Jonio; borgo silenzioso, apparentemente tranquillo. Domenico si fa accompagnare da un amico d’infanzia, che lo attende (mentre lui girovaga fra piazzette e viuzze), fumando qualche sigaretta appoggiato alla sua auto.
Carte in mano e cellulare per fotografare targhe di vie ecc. Domenico si inoltra a zig zag nel rigagnolo di vicoletti, quando in fondo ad uno di questi sembrano aspettarlo calmi e placidi due persone. “Boh! Sarà una mia impressione…No aspettavano me. Senza proferire parola, uno dei due mi fa cenno di fermarmi e di avvicinarmi; io intuisco e so che è bene assecondare. L’altro si avvicina e in stretto dialetto calabro mi invita a spiegargli il perché di tante foto e appunti su carte”. “Siete del catasto?” mi dice con molta ironia “o di qualche altro apparato statale”. “Non nascondo che conoscendo la zona in cui mi trovavo ero seriamente preoccupato, e timidamente cercavo di spiegare ai due di essere giovane laureato alla mia prima esperienza lavorativa. Nel mentre, mi squilla il telefono. Era il mio amico, che agitato come una foglia mi invitava caldamente a raggiungerlo perché alcuni signori erano da lui a chiedere spiegazioni. Ci ritrovammo entrambi con questi cinque uomini che con calma olimpionica sembravano ascoltarmi ma non credermi. Mi ricordo (forza della….situazione) che mio padre aveva un amico molto conosciuto in quella zona. Quindi in tutta fretta lo chiamo e lo metto al corrente della situazione. “Calma…” mi risponde lui, “sono intervenute forze dell’ordine?” No! rispondo io. “Va bene fra poco risolviamo il problema”. Ad uno degli avventori squilla il telefono, capisco che sono le nostre credenziali. E così non solo siamo stati portati di forza al….bar, ma guadagnammo un accompagnatore per tutta la mattinata, che si adoperò di aiutarci anche lungo per le contrade più sperdute di campagna.

Naturalmente ci sono anche le persone speciali, e i loro sguardi non te li dimentichi. Una volta ero sul lago di Como, dinanzi a una Frazione sterminata, a picco sul lago e percorribile solo a piedi. Il comune non aveva fatto proprio un gran lavoro con l’applicazione delle targhette sulle pareti degli edifici in pietra, e quindi, considerato che non ci aveva dato alcun supporto, mi ero recato sul posto con l’obiettivo di ricostruire la toponomastica della località, pur disponendo di pochi, pochissimi riferimenti. Oltretutto la maggior parte erano seconde case, dunque a chi avrei chiesto? Vedo un signore anziano con occhi azzurrissimi che mi chiede di cosa avessi bisogno, ed io inizio la mia solita pappardella, conclusa la quale osservo l’uomo che mi sta facendo cenno di seguirlo e nel contempo inizia a chiedere ai pochi abitanti delle case il proprio numero civico; in molti casi la mia guida insiste con i suoi conoscenti per far loro ricordare i numeri delle abitazioni circumvicine e disabitate. Alla fine del lungo giro, ricontrollo e riscontro una situazione toponomastica perfetta e completa su tutta l’area, grazie a quel signore.

Dicevamo che girare con le carte in mano non sempre è salutare e bisogna saperlo fare, avere il portamento adeguato e la giusta nonchalance. Ma può capitare che neanche questo sia sufficiente ad evitare guai. Una volta eravamo carenti in fatto di collaboratori in provincia di Reggio Calabria, quindi supplicai una nostra persona che vive e lavora per noi in Sicilia orientale, di fare una scappata oltre lo stretto, al fine di completare alcuni comuni “a rischio”. Arrivato a San Luca, Ignazio ci raccontò che la sua auto fu letteralmente circondata da ragazzi locali, i quali affermarono innanzitutto che “chi viene qui con le mappe viene per mettere le manette”, dopodichè chiesero al collega di spiegare loro rapidamente il motivo per il quale lo avessero ripetutamente visto girare con la macchina avanti e indietro per il paese e per quelli limitrofi. Ignazio si è salvato con la sua grande dialettica e la calma di uomo di sport.

Forse per alcuni dei motivi descritti, molti dei nostri preferiscono lavorare con le applicazioni, piuttosto che manipolare in bella vista il supporto cartaceo. Tuttavia, per molti altri, il romanticismo della carta non ha prezzo; non importa il tempo da dedicare poi alla ristrutturazione dei dati a Sistema, una volta ritornati in ufficio, e non importa forse neanche di essere fermati o minacciati. Perché è un duro lavoro, ma qualcuno vuole ostinatamente farlo.
Tutti, a volte, non desideriamo altro che andare via dall’ufficio ed avere un’occasione, che sia buona, per poter rompere gli indugi.

Valerio Zunino - Studio SIT
Studio SIT è una storica azienda dell'informazione geografica italiana, fornitore della P.A. e delle principali major internazionali della navigazione per auto.

Studio SIT sarà presente al Forum TECHNOLOGY for ALL nella sessione del 5 Ottobre dal titolo "Geodati, Toponomastica e Autonomous Driving. Quali prospettive?" alle ore 11.00