15:15 - 16:30 Tecnologie per la disseminazione e fruizione del patrimonio culturale

Le risultanze della Ricerca scientifica devono dare ricadute sull’industria avviando quel trasferimento tecnologico da tempo invocato. Per far questo occorre consapevolezza anche indotta sfruttando una fruizione del patrimonio con disseminazione della sua consistenza attuale e storica anche attraverso processi di ricostruzione anastilotica integrata alla visione attuale.

Chairman:

  • Lucrezia Ungaro, Sovrintendenza Capitolina del Comune di Roma     

Relatori

  • Roberto Pierdicca, Università Politecnica delle Marche, Musei e Open Spaces per conoscere e far conoscere dai beni culturali aumentati allo spazio sensibile

La sfera dei beni culturali (tangibili e intangibili) ha assistito, negli ultimi anni, ad un forte incremento nell’utilizzo delle nuove tecnologie dell’ ICT. Ricostruzioni 3D, interfacce evolute per l’interazione, AR e VR stanno diventando il mezzo principale per comunicare i valori da preservare al visitatore in maniera sempre più coinvolgente e spettacolare. Lo stato dell’arte nello sviluppo di soluzioni software usabili e modelli virtuali ha ormai raggiunto una maturità tale da consentire una narrazione dei beni culturali sempre più fluida ed evoluta, rivolta ad un vasto numero di utenti. Vi è però un aspetto che stenta a prendere campo, ancora insondato in molti casi, che è quello cioè di capire le reali esigenze dell’utente, studiandone i comportamenti, le abitudini di visita, le preferenze. Istallazioni museali, applicazioni mobili ed esperienze multimediali in genere vengono spesso disegnate da esperti nei diversi settori, senza una completa conoscenza di ciò che un utente si aspetta da questo tipo di esperienza. Vi è dunque una necessità cogente nello sviluppare soluzioni che siano in grado di fornire informazioni all’utente, e ne analizzino comprensione e soddisfazione durante l’esperienza stessa. Questo processo, che fino ad alcuni anni fa sembrava pura fantascienza, è oggi reso possibile dalla crescente miniaturizzazione delle componenti hardware, che permettono una analisi pervasiva ma non invasiva dell’utente. Questo nuovo paradigma di scambio bidirezionale di informazioni (da e per l’utente) è stato definito con il termine “Spazio Sensibile”. I casi studio presentati durante la presentazione avranno lo scopo specifico di dimostrare come ad oggi questo nuovo paradigma può essere implementato e di come il mondo dei beni culturali possa beneficiarne. Le esperienze proposte sono scelte in ambito indoor museale (Palazzo Ducale di Urbino, Museo Archeologico delle Marche, Rocca di Gradara) ed outdoor (Il caso del progetto europeo Cyberparks). I lavori, sviluppati in seno al gruppo multidisciplinare Distori Heritage and Landscape (http://distori.org/), mostreranno innovative realizzazioni ed esperienze di ricerca volte a far avanzare lo stato dell’arte nell’ambito del Digital Cultural Heritage investendo le varie scale: dal reperto, all’architettura, al territorio.

 

  • Salvatore Musella, MAV Ercolano, MAV 4.0: Verso il Museo Smart

Verso il MAV 4.0 . Con cadenza quasi biennale il Museo Archeologico Virtuale si rinnova e lo fa dal punto di vista dei contenuti, delle tecnologie e dell’allestimento del percorso museale. Il MAV 4.0 che sarà presentato agli inizi del 2018 sarà caratterizzato da diverse innovazioni. L’obiettivo di questa nuova release del museo è rendere l’esperienza della visita museale ancora più coinvolgente e sorprendente.  Oltre ai nuovi apparati tecnologici, il percorso sarà essere allestito con scenografie a tema ed effetti multisensiali. Verranno introdotte novità assolute come il TicketTAG, la guida virtuale, la geolocalizzazione indoor. Il museo diventerà “smart”, questo significa efficiente dal punto di vista energetico, della fruizione e dal punto di vista dell’accessibilità. Altri aspetti inediti sono: la realtà virtuale, il gaming e la riproduzione di contenuti nella risoluzione 8K.

  •  Luca Sasso D'Elia, Susanna Le Pera, Comune di Roma, FORMA ROMAE – Progetto di una piattaforma digitale per la conoscenza, gestione e valorizzazione del patrimonio storico e monumentale di Roma

Nel corso del suo soggiorno a Roma Goethe annotava “Roma è eterna proprio perché tutte le epoche vi sono presenti, oggi”. Questa consapevolezza costituisce il fondamento del lavoro che la Sovrintendenza Capitolina svolge con continuità fin dal 1872, esercitando funzioni di studio, gestione, censimento e controllo dei beni culturali di Roma che nei 1.287,36 km² di territorio conserva una concentrazione di beni archeologici, monumentali, storici, paesaggistici che non ha confronti al mondo. Paradossalmente la conoscenza della storia città è resa problematica proprio dalla straordinaria estensione del suo patrimonio e dall’altrettanto vasta e non coordinata diffusione delle fonti documentarie. Sussistono poi pesanti limitazioni di accesso alla documentazione storica su Roma, sia per le scoraggianti condizioni di accessibilità di molti archivi fisici e digitali (in uffici, biblioteche, archivi storici, fondi iconografici ecc.) sia per la complessità della loro fruizione, che spesso richiede alte competenze specialistiche. Le numerose banche dati digitali esistenti, dedicate ai vari aspetti del patrimonio romano non sono, ancora oggi, tra loro adeguatamente collegate: ne consegue una notevole dispersione delle notizie la cui raccolta richiede, a chi abbia necessità di accedervi, dispendio di energie, tempo e risorse finanziarie. Per i motivi sopra esposti la Sovrintendenza Capitolina ritiene strategico aderire al Programma Operativo Nazionale Città Metropolitane 2014-2020 - approvato dalla Commissione europea il 14 luglio 2015 - dedicato allo sviluppo urbano e finalizzato nel settore dell'Agenda Digitale a potenziare l’accesso alle tecnologie dell’informazione e della comunicazione. In particolare il progetto FORMA ROMÆ di cui si propone l’inserimento nel PON Metro (Agenda Digitale e di Sviluppo Urbano) nasce dalla volontà di migliorare i servizi forniti dalla Sovrintendenza Capitolina, ottimizzando i processi interni e sviluppando nuove strategie di comunicazione verso l’esterno. Ciò si tradurrebbe in una riduzione dei costi e dei tempi nelle attività di salvaguardia, conservazione e valorizzazione del patrimonio artistico nonché in una migliore e più accessibile offerta culturale a cittadini, professionisti, operatori economici. La risposta a queste esigenze è un sistema informativo integrato su base geografica, in grado di contenere e diffondere le conoscenze acquisite sulla storia, l’archeologia, l’architettura, l’arte della città; un nuovo strumento, in continuo aggiornamento, che consenta non solo la consultazione delle conoscenze su Roma, ma anche lo sviluppo di ricerche trasversali su particolari tematismi riguardanti i mille aspetti della città storica (presenze archeologiche nel sottosuolo, valore storico ed architettonico degli edifici, storia delle proprietà, artisti ed autori dei progetti, storia delle attività artistiche, scientifiche, produttive, ecc.). Una volta realizzato il progetto FORMA ROMAE consentirà un contatto diretto e agile tra gli utenti e la PA, semplificherà le procedure di accesso ai dati tecnici e scientifici e, secondo la filosofia degli open data, favorirà la partecipazione attiva dei privati alla costruzione di servizi e soluzioni, aprendo anche alla possibilità di sviluppare forme di partenariato pubblico-privato, basate sulla conoscenza del territorio e dell’immenso patrimonio culturale salvaguardato e gestito da Roma Capitale. 

 

  • Silvia Bertacchi, Università di Bologna - CIRI ICT, SACHER - Smart Architecture for Cultural Heritage in Emilia Romagna

SACHER (Smart Architecture for Cultural Heritage in Emilia Romagna) è un progetto finanziato nell’ambito del Fondo europeo regionale dell’Emilia Romagna (POR FESR 2014-2020). Il progetto intende fornire un apporto fondamentale alla valorizzazione dei beni culturali, garantendo alle istituzioni culturali italiane, agli esperti del settore e al pubblico una piattaforma innovativa che faciliti l’accesso ai dati relativi ai Beni Culturali (BBCC) in tutta la fase della loro vita. Sfruttando le risorse del Cloud Computing e del paradigma Active Digital Identity, SACHER garantirà all’utente un prodotto completamente distribuito e open source, in grado di integrare le infrastrutture hardware e software, pubbliche o private, impegnate nella conservazione dei dati relativi al vasto patrimonio culturale nazionale. La piattaforma metterà a disposizione servizi applicativi personalizzati in grado di assicurare l’accesso, l’analisi e la presentazione dei dati BBCC sia a specialisti del settore (restauratori, architetti, storici, archeologi etc.) sia a cittadini e turisti. Il progetto intende favorire il consolidamento di nuovi modelli di business culturale mediante l’integrazione di soggetti pubblici e privati che operano all’interno dell’imprenditoria sociale e delle ITC. Si vuole così generare un ecosistema di servizi e attori in grado di costruire nuove filiere di valori nell’area della produzione e della fruizione collaborativa di servizi culturali. La validazione della piattaforma SACHER avverrà in collaborazione con il Comune di Bologna su Beni Culturali all'interno dell'area del Palazzo del Podestà e porterà alla realizzazione di una versione di prova del prodotto finale che possa essere rapidamente trasferito sul mercato e disponibile in vari contesti di città d’arte.” 

 

  • Enrico Longo, CULTOUR ACTIVE, Ricerca scientifica e tecnologia al servizio del visitatore

Sempre più i concetti di innovazione e tecnologia si inseriscono in ambito culturale e creativo, in un necessario coesistere e continuo concretizzarsi di comuni progressi. La nostra azienda, attiva nel settore culturale dal 2011, è stata pioniera del binomio cultura e digitale con il CEMA, Centro Espositivo Multimediale dell’Archeologia, uno dei primi musei virtuali in Italia, e ha da allora sviluppato numerosi progetti di successo in cui innovazione e rigore scientifico hanno trovato armonicamente, quasi inevitabilmente, un punto di incontro e di fusione. Frutto della nostra esperienza pluriennale sarà la grande mostra ‘Egitto. Dei, faraoni, uomini’, un progetto innovativo e ambizioso, visitabile dal 26 dicembre 2017 presso il centro espositivo Spazio Aquileia 123 a Jesolo. L’esposizione affronterà un vero e proprio viaggio attraverso le epoche, un percorso ricco e avvincente, in cui non mancheranno reperti originali provenienti dalle più importanti collezioni nazionali e internazionali, grandiose ricostruzioni in scala 1:1, e moderne installazioni interattive e multimediali. Tra queste, una in particolare catturerà l’attenzione dei visitatori, che verranno coinvolti attivamente in un’installazione multimediale inedita e di grande impatto esperienziale, che permetterà non solo di osservare ma anche di eseguire una vera e propria TAC sulla mummia di Asti. Grazie alle più moderne tecnologie scientifiche è stata infatti effettuata sulla mummia un’indagine radiodiagnostica estremamente sofisticata i cui risultati, oltre a servire per scopi di studio e di archiviazione, saranno parte integrante della narrazione didattica attraverso un’esperienza attiva di partecipazione all’indagine scientifica. Si crea così un caso innovativo ed esemplare di incontro tra ricerca e tecnologia, una rappresentazione multimediale del dato archeologico al quale tutti possono e potranno attingere.

 

  • Alessandro De Maio, NUMIDIA, Dalla Realtà al Virtuale: tecnologie innovative per lo studio e la valorizzazione del patrimonio culturale
Gli ultimi anni hanno visto un significativo sviluppo nelle metodologie, nelle tecnologie e negli strumenti per la Realtà Virtuale e per il Rilievo Architettonico Strumentale: da un lato i nuovi device stereoscopici (Head Mounted Display) hanno raggiunto, ad un costo accettabile, una buona qualità di rappresentazione ed immersività in  una scena virtuale, avvalendosi anche di schede video sempre più potenti e di tecniche di computer grafica sempre più performanti ed accurate, dall'altro i laser scanner in continua evoluzione e le tecniche di fotogrammetria in grado di fornire modelli 3D estremamente dettagliati di manufatti ed ambienti. Da qui l'idea di delineare un workflow che parta dall'acquisizione della realtà nella maniera più accurata possibile per creare un modello ottimizzato per la visualizzazione in realtà virtuale, avvalendosi della facoltà di questo ambiente di presentazione di poter aggiungere ad elementi reali altri elementi ricostruiti o fittizi integrandoli con un layer informativo personalizzabile secondo l'esigenza.  Gli sbocchi finali di questa idea possono infatti essere molteplici e diversificati: può essere uno strumento di studio per gli addetti ai lavori, offrendo una nuova modalità di interazione con l'oggetto delle ricerche in grado di stimolare nuove ipotesi su ricostruzioni storiche consentendone un confronto ed una verifica visuale realistica; la completa dematerializzazione consente inoltre la eventuale condivisione a distanza con altri studiosi dei dati acquisiti e dei risultati delle proprie ricerche; per non parlare della possibile integrazione di elementi delocalizzati in altre sedi , non facilmente accessibili o a rischio degrado.  Ma fruitori di questa metodologia possono essere ovviamente, con le dovute diversificazioni, gli utenti finali del patrimonio culturale, che potranno essere guidati in un nuovo percorso museale accattivante ed in grado di suscitare un maggior interesse, grazie alle peculiarità offerte dalla realtà virtuale in grado di rendere l'utente partecipe di un'esperienza immersiva e coinvolgente attraverso studiati Story Telling. Anche in questo caso i destinatari dell'esperienza potrebbero essere in qualsiasi parte del mondo, e questo potrebbe diventare quindi anche uno strumento per la promozione commerciale del vastissimo patrimonio culturale del nostro paese.
 
  • Francesco Cochetti, CoopCulture, Progetto Caracalla Full Immersion Audio-video guida delle Terme di Caracalla

Caracalla Full Immersion è un progetto di innovazione e sviluppo sperimentale promosso da Coopculture con il Consiglio Nazionale delle Ricerche per riconnettere musei e territori.  Una nuova esperienza di visita delle Terme di Caracalla grazie al supporto di un audio-video-guida: attraverso un visore in specifici punti del monumento il visitatore può guardarsi intorno e vedere gli ambienti ricostruiti in tutto il loro antico splendore mentre ne ascolta la descrizione con una visione tridimensionale. La ricostruzione immersiva a 360 gradi, perfettamente sovrapponibile alla visione reale del monumento, produce uno straordinario effetto di potenziamento percettivo e una immediata comprensione dell’aspetto originario degli spazi architettonici.  Il visitatore  è trasportato indietro nel tempo e vede gli ambienti che sta percorrendo nella situazione architettonica e decorativa originale del terzo secolo. Per rendere ancora più verosimile l’aspetto originario, sono stati ricollocati virtualmente arredi scultorei e statue asportati dalle terme nel corso dei secoli, tra cui due capolavori di statuaria antica conservati al museo archeologico di Napoli: l’Ercole e il Toro Farnese. Cardboard Virtual Reality, una nuova tecnologia che  permette di condensare gli apparati macchinosi e potenti - che erano prima indispensabili per questo tipo di fruizione - in un sistema leggero e portatile.  La visione immersiva avviene con la stessa naturalezza della visione normale riducendo al minimo fenomeni di vertigine e fastidio visivo talvolta connessi all’uso dei visori.