Tyndaris 30 maggio 2024

Tyndaris 30 maggio 2024

Il promontorio di Tindari, poco più di  60 km lungo la strada a ovest di Messina, dirimpetto alle isole Eolie, nella Riserva naturale orientata dei laghetti di Marinello, è una delle località più suggestive della Sicilia.

Un luogo dove le bellezze paesaggistiche e il patrimonio naturalistico si accostano ancora in armonia alle rovine di una città che ha attraversato l‘epoca greca e poi quella romana. Sull’antica acropoli un santuario custodisce gelosamente il venerato simulacro ligneo di una Madonna nera che nella sua iconografia è incontro vertiginoso delle tre anime del medioevo siciliano, la bizantina, l’araba e la normanna. Ai suoi piedi la spiaggia di Oliveri, antico borgo marinaro,  con il mare di un turchino intenso e i laghetti incantati della laguna di Marinello. A non grande distanza su una collina di fronte a Tindari è stato individuato un centro urbano indigeno, poi ellenizzato, di cui non conosciamo il nome, a impianto ortogonale, risalente al XIII sec. a.C. distrutto alla fine del V sec. a.C. in concomitanza con la fondazione di Tindari. Il breve lembo di città riportato alla luce ha restituito materiali ceramici di rilievo.

La scelta caduta su Tindari non è casuale. Questo affascinante scenario può divenire un palcoscenico adeguato per far immergere un pubblico qualificato e interessato in una vivida esperienza costituita dalla sperimentazione di una vasta gamma di tecnologie innovative per il ricco patrimonio culturale locale, la protezione del bene comune dell'ambiente circostante e l’accrescimento dell'attrattività turistica del territorio.

Contatto di riferimento: Michele Fasolo (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.)

Luogo Convegno: Il luogo previsto del convegno sarà il Palazzo dei Dioscuri in Locanda a Tindari di proprietà del Consorzio Intercomunale Tindari Nebrodi che ne ha concesso l’uso gratuito. E‘ adiacente a un ampio parcheggio. La struttura si estende su un'area di oltre 10.000 m2 di cui circa 500 al coperto, ed è composto da due piani. Ha un salone attrezzato per le conferenze (150 posti) e altre sale oltre a ampi spazi al coperto per esposizione, ma se il tempo lo permetterà è indicato anche l’utilizzo del parcheggio comunale adiacente. Sono in corso lavori di ristrutturazione che avranno termine nel prossimo mese di marzo. 

Spazio espositivo: Lo spazio espositivo sarà allocato all’interno del Palazzo dei Dioscuri o anche nelle sue pertinenze esterne o infine nell’adiacente parcheggio comunale. Per il laboratorio marino a Oliveri vanno richiesti gli spazi al Comune.

Enti e istituzioni in corso di coinvolgimento: 

I tredici comuni facenti parte del Consorzio Intercomunale Tindari Nebrodi, il Parco Archeologico di Tindari, Italia Nostra, gli Ordini degli Architetti, degli Ingegneri, dei Geometri e dei Geologi rispettivamente di Catania, Messina e Palermo, le Università di Catania (Ingegneria), Messina (Geologia, Lettere, Ingegneria), e Palermo (Architettura, Lettere), la Curia, l‘Associazione albergatori, il Lions Club, il Rotary Club, alcune Pro Loco del comprensorio, le scuole del territorio. Assessorati regionali Beni Culturali e Turismo.

Attività concomitanti: Proiezione di una serie di documentari selezionati da Dario Di Blasi già direttore della Rassegna del cinema archeologico di Rovereto.e di Firenze Archeofilm tra cui: Gedeon Programmes di Parigi di archeologia subacquea con l’uso di robot  - Pavlopetri un film inglese della BBC che indaga una città greca invasa dal mare in periodo protostorico, con l’uso di un robot.- film tedesco che descrive la preparazione dei colori per colorare le statue  e i templi di marmo - „Cose di donne“ film sulle donne siciliane dal periodo classico all’epoca attuale - Il Computer  di Anticitera il ritrovamento in una nave naufragata di un meccanismo per aiutare la navigazione e misurare il tempo - C’era una volta Iato. cartone animato sul sito greco cartaginese del Monte Iato realizzato dalla scuola media di San Giuseppe Iato; - Il signore della neve. Le neviere di Sicilia ed il commercio del ghaccio per la conservazione degli alimenti; - documentari della Panaria Film, opera di pupi, caccia al pesce spada , cacciatori sottomarini  prima opera con nriprese subacquee, i film prodotti da Giovanna Bongiorno per conto della regione Sicilia , Maschere del museo di Lipari , Philosophiana, Le acque di Palermo sotterranea di Stefania Casini;-scavi a Stromboli.-Achille nell’isola di Sciro , cartone animato - film degli archivi cinematografici della Rassegna del Cinema Archeologico- Museo civico di Rovereto che descrivono l’uso di strumenti per facilitare l’attività di ricerca e di scavo  Infine il documentario realizzato dai ragazzi delle scuola media  di Oliveri sui laghetti di Marinello.

 Aree da indagare: Tindari; Gioiosa Guardia e Oliveri

1 – TINDARI: SPAZIO PUBBLICO A SUD-OVEST DELLA CITTÀ ANTICA 

Quesito: individuazione di strutture nel sottosuolo mediante vari tipi di prospezione geofisica (1500 + 400 m2) ed eventualmente scansione laser con tecnologia Slam dell’edificio adiacente identificato nella Basilica (620 m2).

C.d Basilica di Tindari 

2 – GIOIOSA GUARDIA

Quesito: individuazione di strutture nel sottosuolo pertinenti all’impianto urbano a pianta ortogonale di un centro indigeno ellenizzato (XIII-V sec. a.C.) mediante vari tipi di prospezione geofisica (circa 1500 m2).

Gioiosa

GioiosaGuardia2

 

Possibili tecnologie non invasive sperimentabili sia a Tindari che a Gioiosa Guardia:

Georadar (Ground-Penetrating Radar - GPR): per penetrare nel terreno e misurare le variazioni di riflessione e individuare variazioni nella composizione del suolo, inclusi muri, fondamenta e altri manufatti.

Elettromagnetismo (Tecnica di Resistività e Induzione Elettromagnetica): per individuare la presenza di strutture archeologiche grazie alle variazioni di  resistività e di conduttività del terreno e per rivelare anomalie nel sottosuolo.

Tecnologie LiDAR terrestre: per rilevare piccole variazioni di altitudine (microrilievo) che potrebbero indicare la presenza di strutture sotterranee.

Tecnologie GPS ad alta precisione: per mappare in modo dettagliato, combinate con tecnologie LiDAR, il terreno sopra e intorno a strutture archeologiche.

Magnetometria: per rilevare le variazioni nel campo magnetico terrestre causate da manufatti metallici sepolti.

Sonde di temperatura e umidità del suolo: per individuare cambiamenti nelle proprietà termiche e idriche del terreno causati dalla presenza di strutture sepolte.

Telerilevamento: immagini aeree ad alta risoluzione e analisi fotogrammetriche 

Sonde di campionamento: per prelevare campioni di suolo per analisi archeologiche e per identificare la presenza di materiale antropico (presenza di metalli). Spettrometri portatili

 

3 – OLIVERI

Oliveri

Oliveri sullo sfondo il promontorio di Tindari e i sottostanti laghetti di Marinello e l’Isola di Salina in lontananza

 

Possibili tematiche di ricerca: in campo ambientale studio del cuneo salino che interessa la falda acquifera della piana litoranea, rilievo della condotta sottomarina di scarico del depuratore, analisi dell'apparato radicale dei pini monumentali del lungomare

 

Possibili tecnologie impiegabili a Oliveri:

  • Studio del cuneo salino:

Georadar: Per mappare la distribuzione e lo spessore del cuneo salino nel sottosuolo.

Sonde di conducibilità elettromagnetica: Per misurare la conducibilità del terreno, aiutando a identificare la presenza di acqua salina.

Sensori di monitoraggio idrogeologico: Per misurare i livelli dell'acqua sotterranea e monitorare le variazioni nel tempo.

  • Rilievo della condotta sottomarina di scarico del depuratore:

Veicoli subacquei telecomandati (ROV): Per esplorare visivamente la condotta sottomarina e valutarne lo stato.

Sonar ad imaging laterale: Per ottenere immagini dettagliate del fondale marino e delle strutture sottomarine.

Sensori di misurazione della qualità dell'acqua: Per rilevare eventuali contaminanti nella zona di scarico.

  • Analisi dell'apparato radicale dei pini monumentali del lungomare:

Tecnologie LiDAR aerea o terrestre: Per ottenere una rappresentazione tridimensionale dell'albero e delle sue radici.

Tomografia ad impedenza elettrica (ERT): Per mappare la distribuzione delle radici nel suolo.

Analisi del suolo e delle radici mediante campionamento: Per valutare la salute del sistema radicale e la presenza di eventuali patogeni.

Impiego di droni, sensori wireless, e piattaforme di raccolta dati 

  • Archeologia sottomarina

Veicoli subacquei telecomandati (ROV): permettono l'esplorazione dettagliata senza la necessità di immersioni umane grazie a telecamere ad alta definizione, bracci robotici e strumenti di campionamento.

Veicoli autonomi subacquei (AUV): esplorano autonomamente l'ambiente subacqueo, mappando il fondale marino e raccogliendo dati geofisici e georadar.

Sonar ad imaging laterale:

Fornisce immagini dettagliate del fondale marino, permettendo di individuare strutture sommerse e reperti archeologici.

Tecnologie LiDAR subacquee:

utilizzabili per ottenere modelli tridimensionali ad alta risoluzione di siti sommersi, facilitando la visualizzazione di dettagli architettonici.

Sistemi di cartografia batimetrica: raccolgono dati topografici dettagliati del fondale marino per identificare cambiamenti nel paesaggio sottomarino nel corso del tempo.

Sensori magnetometrici e di rilevamento dei campi elettrici: per individuare anomalie magnetiche o elettriche associate a manufatti metallici o strutture archeologiche sommerse.

Rilevamento acustico subacqueo: per la localizzazione di reperti archeologici e la creazione di mappe 

.

Tecniche di campionamento remoto:Utilizzate per raccogliere campioni di sedimenti, flora e fauna subacquea per analisi archeologiche e ambientali.

 

Altre tematiche per cui c’è nella zona interesse e sensibilità:

 

INCENDI BOSCHIVI (PER LA PREVENZIONE, LA RILEVAZIONE TEMPESTIVA E LA MAPPATURA PRECISA DELLE AREE PERCORSE DAL FUOCO)

Possibili tecnologie impiegabili:

  • Sistemi di rilevamento Remoto (satelliti e droni)
  • Sensoristica per il Rilevamento (sensori termici a terra;a infrarossi su piattaforma aerea)
  • Sensoristica ambientale per prevenzione (sensori di umidità del suolo, meteorologici)
  • Sistemi di allerta e di comunicazione (integrazione di dati da sensori e modelli meteorologici per emettere avvisi tempestivi; app e messaggistica per informare rapidamente i residenti e i soccorritori)
  • Intelligenza artificiale (IA) e Analisi Dati (algoritmi di analisi, mchine learning)
  • Sistemi di spegnimento automatici
  • Mappatura post-incendio (immagini satellitari e loro trattamento; droni)

 

VALORIZZAZIONE TURISTICA:

Possibili tecnologie impiegabili:

 

  • Realtà Virtuale (VR) e Realtà Aumentata (AR) (creazione di tour virtuali o esperienze immersive per esplorare il sito da remoto o in loco)
  • Applicazioni mobili e guide digitali (sviluppo di app mobili, guide audio, mappe interattive ) 
  • Codici QR interattivi
  • Tecnologie LiDAR per la mappatura 3D 
  • Sistemi di audio-guida automatici (sistemi che si attivano automaticamente quando i visitatori si avvicinano a determinati punti di interesse)
  • Display interattivi e touchscreen (previsione di accessibilità diversamente abili)(ologrammi)
  • Sistemi di Illuminazione Intelligente.
  • Social media e piattaforme di condivisione

 

Tema: Indagini sottosuolo e rilievo architettonico; studio ambientale e archeologia subacquea; dissesto idrogeologico e incendi boschivi; valorizzazione turistica.

 

 

PROGRAMMA PROVVISORIO

 

Luogo e data: Palazzo dei Dioscuri (Tindari) 30 maggio 2024. 

Laboratori sul campo: Tindari (sito archeologico); Gioiosa Guardia (sito archeologico); Oliveri 
Individuazione di strutture nel sottosuolo relative all'Agorà e adiacente Basilica per Tindari e a un settore dell'impianto urbano sconosciuto per Gioiosa Guardia. Oliveri, geomorfologia del cuneo salino e sistemi per il rilievo di condotte sottomarine. 

Incontri di studio: Gli incontri previsti, organizzati sotto forma di forum con scambio tra momenti di presentazione di tecnologie e loro uso pratico sul campo, prevedono 4 meeting principali, a fianco dei quali sarà disponibile un'area espositiva accessibile a tutti i partecipanti presso il centro congressuale, con spazi per incontri B2B e una rassegna di documentari archeologici.

 

Agenda:

Saluti inaugurali :
Dott. Vincenzo Princiotta Cariddi Presidente del Consorzio Intercomunale Tindari Nebrodi
Dott. Andrea De Pasquale Direttore Generale Ricerca e Istituti Culturali del Ministero della Cultura.
Atteso anche il Vescovo di Patti S.E.R. Mons. Guglielmo Giombanco

 

Meeting 1 – Monitoraggio del territorio e rischio idrogeologico (ore 9:30 – 11:00)

Comprendere la geomorfologia del territorio e il fenomeno degli incendi per monitorare il dissesto idrogeologico 

KEYNOTE SPEAKER:
Roberto Graciotti (già Servizio Geologico d'Italia - ISPRA), "Il rilevamento geomorfologico per lo studio, l 'interpretazione e il monitoraggio delle forme che modellano il paesaggio"
Marco Di Fonzo (già CUFA Carabinieri Forestali), "Intelligence per l’individuazione delle origini di incendi dolosi con gli algoritmi di reverse engineering"

  • Nuove tecnologie interferometriche e di photo-monitoring hi-res per il monitoraggio e l’analisi del dissesto idrogeologico
  • Tecniche di mappatura satellitare per l’analisi semplificata da parte delle Amministrazioni per il monitoraggio territoriale
  • Presentazioni di attività laboratoriali delle aziende invitate

 

Meeting 2 – Tecniche di esplorazione del sottosuolo per archeologia (ore 11:00 – 13:00)

KEYNOTE SPEAKER:
Stefano De Angeli (archeologo, professore di Archeologia Classica nell'Università di Viterbo),  "Ricostruzioni 3D del sottosuolo archeologico con tecniche georadar"

Esplorare il passato nascosto: rivelazioni sotterranee attraverso georadar ed elettromagnetismo a Tindari e Gioiosa Guardia.

  • L’uso della Tomografia elettrica in archeologia 
  • Fotointerpretazione e tomografia elettrica per indirizzare e ottimizzare gli scavi archeologici
  • Georadar e 3D del sottosuolo
  • Presentazioni in campo delle aziende invitate

 

Meeting 3 – Tecniche di rilievo e cattura della realtà (ore 14:00 – 15:30)

Rilevare la realtà (reality capture): la fusione tra sistemi SLAM e l’immagine fotografica hi-res

KEYNOTE SPEAKER:
Fabio Todesco (architetto, professore di Restauro nella Facoltà di Ingegneria dell'Università di Messina),  "Rilevazioni speditive per il progetto di restauro del costruito storico"

  • Tecnologie di rilievo architettonico e di mappatura per il restauro e la valorizzazione del costruito
  • Tecnologia SLAM, Camere 3D e hi-res photo monitoring
  • Presentazioni in campo delle aziende invitate

 

Meeting 4 – Fruizione e valorizzazione  (ore 16:00 – 17:00)

Trasformare le nostre rovine in esperienze coinvolgenti utilizzando tecniche di AR, VR, MR e sistemi geospaziali.

  • Fruizione e sistemi geospaziali per l’archeologia, Prof. Emanuele Brienza, Uninettuno
  • Fruizione avanzata di beni culturali e paesaggistici, Dr. Antonino Lopes 
  • Presentazioni di attività laboratoriali delle aziende invitate

Conclusioni - Presentazione dei risultati (17:30 - 18:00)

KEYNOTE SPEAKER:
Giovanni Ettore Gigante (fisico, professore emerito di Fisica Applicata presso Sapienza, Università di Roma), "Presentazione e discussione dei risultati"

 

Attività parallele: (ore 11:00 - 16:00)

ArcheoVideo: proiezione di documentari archeologici

KEYNOTE SPEAKER:
Dario Di Blasi (già direttore della Rassegna del cinema archeologico di Rovereto e di quello di Firenze), “Archeologia e Cinema un rapporto difficile"
La relazione sarà accompagnata dai seguenti filmati: 

  • Ricostruzione virtuale di una nave e di un cimitero fenicio 
  • Ricostruzione di una pompa d’acqua idraulica tolemaica 
  • Concerto di musica greca con organo 
  • Achille nell’isola di Sciro, cartone animato 
  • Diolkos , percorso per attraversare l’istmo di Corinto 
  • Hierapolis , uno degli ingressi dell’Averno
  • Marmi colorati, Il colore delle statue e dei templi di marmo 
  • Ritrovamento di città greca sotto il mare
  • Computer di Anticitera, meccanismo di origine greca per calcoli astronomici
  • Inchiesta nel mondo dei morti. Credenze greche sull’Averno che ancora influenzano le nostre tradizioni
  • Intervista prof Callieri fatta da Dario Di Blasi 
  • Inchieste archeologiche: Il Paradiso persiano in francese con Callieri. 
  • Tazza Farnese periodo tolemaico
  • Venere Callipigie 
  • Artemide Efesia

 

ArcheoB2B: incontri tra aziende, istituzioni e professionisti organizzati dai chairman dei Meeting tecnici.
Proposta di Istituzione dell’Area Marina protetta di Capo Tindari di Italia Nostra.

SPEAKER coinvolti:

Stefano De Angeli, archeologo, è docente di Archeologia Classica presso l’Università degli Studi di Viterbo. Diversi i temi affrontati nel corso della sua attività di ricerca: la scultura greca e romana, l’iconografia antica, la riflessione teorica sull’arte figurativa nel mondo greco, l’architettura e la decorazione architettonica romana, la musica nel mondo antico e le nuove tecnologie applicate alla ricerca archeologica (Banche dati SPECULUM e MONUMENTA RARIORA) e da ultimo alla ricerca e alla tutela dei paesaggi archeologici. Coordinatore scientifico del progetto europeo RESEARCH (REmote SEnsing techniques for ARCHaeology), finanziato nell’ambito delle Marie Skłodowska-Curie Actions (MSCA) - Research and Innovation Staff Exchange (RISE) H2020-MSCA-RISE-2018. Nel quadro delle attività di ricerca e tutela dei paesaggi archeologici è responsabile della sezione archeologica del LandscapeLab - Laboratorio di analisi e progettazione del Paesaggio culturale ed agro-forestale dell’Ateneo della Tuscia, nato a seguito di una collaborazione tra l’ex Dipartimento di Scienze dei Beni Culturali ed il Dipartimento per l’Innovazione dei Sistemi biologici, agroalimentari e forestali. Un ulteriore campo della sua attività riguarda infine l’archeologia preventiva nell’ambito di progettazioni di grandi infrastrutture viarie di ambito nazionale. Oltre ad aver svolto, dal 1988 ad oggi, diversi studi di valutazione d’impatto archeologico, dal 2000 al 2010 ha diretto un gruppo di lavoro per la realizzazione di studi di archeologia preventiva finalizzati alla verifica dell’interesse archeologico nell’ambito della realizzazione di opere pubbliche, così come previsto dalla normativa vigente. Negli ultimi 10 anni ha proseguito l’impegno in questo ambito svolgendo diverse attività di consulenza per società di servizi ingegneristici. E’ membro della Fondazione Lorenzo Valla e dell’Accademia Raffaello di Urbino.

Fabio Todesco, architetto con PhD in Conservazione dei Beni Architettonici ed Ambientali con una tesi sull’archeologia dell’architettura. E' uno dei soci fondatori dell'Archeoclub di Messina in cui, nella qualità di Segretario dal 1995 al 2010, svolge alcuni interventi di restauro di beni scultorei (Messina riconoscente; Busto di F.Maurolico) e realizzazioni di monumenti commemorativi cittadini (Monumento ad Antonello da Messina, Medaglione 1908-2008). Docente di “Stratigrafia degli elevati” prima e ora nell’Università degli Studi di Messina “Restauro Architettonico” e “Consolidamento degli Edifici Storici”. Svolge attività di ricerca nell’ambito dello studio dell’architettura classica e medievale e della conservazione dei centri storici con particolare riguardo alle tecniche edilizie tradizionali ed alla compatibilità degli interventi. Partecipa a progetti di ricerca nazionali ed è responsabile scientifico di unità di ricerca tra il dipartimento e soggetti pubblici e componente della Commissione per il recupero del centro storico di Ragusa Ibla nonché della Commissione Provinciale per la tutela delle bellezze naturali e panoramiche della provincia di Messina. È autore di saggi sulle tecniche edilizie tradizionali e sul rapporto teoria – prassi nell’intervento di conservazione.

Marco Di Fonzo, Generale di Brigata dell’Arma dei Carabinieri, nel ruolo forestale, forza di polizia ad ordinamento militare specializzata nella tutela dell’ambiente.
Comandante, dal 2011 ad oggi, del Nucleo Informativo Antincendio Boschivo (NIAB), presso il Comando Carabinieri per la Tutela Forestale e Parchi.
Esperto nella conduzione di organizzazioni complesse per il controllo, il monitoraggio del territorio e la lotta ai reati in danno all’ambiente, con particolare riferimento agli incendi boschivi ed ai correlati fenomeni di dissesto idrogeologico (Responsabile dal 2009 al 2011 e ad interim dal 2015 al dicembre 2016 della Centrale operativa nazionale del Corpo forestale dello Stato).
Esperto nella stesura di protocolli operativi per l’impiego delle tecnologie nel settore delle Polizie nazionali ad ordinamento civile e militare e nella progettazione di piattaforme tecnologiche di simulazione immersiva dedicate alla formazione e all’addestramento degli operatori di polizia, appartenenti ai nuclei specializzati di polizia ambientale.
Dal 2016 nominato dal senato accademico della Università degli Studi Link, direttore scientifico del “Centro di ricerca geomatica e S.A.P.R. sistemi aeromobili a pilotaggio remoto - droni” e direttore scientifico e docente dal 2016 ad oggi dei Master di II livello in “Sicurezza Ambientale: tecnologie innovative, droni e geomatica per la tutela dell'ambiente e del territorio”
Esperto di innovazione tecnologica ed inserito dal 2016 nello speciale elenco istituito presso il Ministero per la valutazione ed il collaudo dei progetti ICT.
Presidente dell’ente Parco Regionale dell'Appia Antica, nel 2004 con delibera del consiglio della Regione Lazio, con compiti di tutela, sviluppo e valorizzazione del territorio del più importante parco archeologico/ naturalistico presente in Italia.

Roberto Graciotti, Geologo, già in servizio presso il Servizio Geologico D'Italia in ISPRA, laureato con lode in Scienze Geologiche presso l’Università di Roma la Sapienza, iscritto nell’Ordine dei Geologi del Lazio dal 1980, ha svolto attività professionale nel campo della aerofotogrammetria, rilevamento geotopografico e fotointerpretazione geologica sino al 1989.
Dal 1989 al 2019, assunto come geologo del Servizio Geologico d’Italia, ha maturato una lunga esperienza nel rilevamento geomorfologico, cartografia geo-tematica e aerofotogeologia. In quest’ambito ha realizzato e coordinato diversi Fogli geomorfologici ufficiali alla scala 1:50.000 e diversi saggi di cartografia geomorfologica, a differenti scale di rappresentazione, in vari contesti ambientali del territorio nazionale.
È stato coautore sia della prima Guida al rilevamento della Carta Geomorfologica d’Italia alla scala 1:50.000 (Quaderno 4 del Serv. Geol. It., 1994) sia del successivo aggiornamento e revisione realizzato da una apposita Commissione di geomorfologia (Quaderno 13 del Serv. Geol. It., 2018).
Nell’ambito dei propri incarichi di servizio ha svolto attività di consulenza per Enti pubblici e locali, Autorità giudiziaria e Forze dell’ordine partecipando a gruppi di lavoro in qualità di esperto in geomorfologia e foto interpretazione.
È stato membro della Commissione per gli Esami di Stato per l’abilitazione alla professione di Geologo presso le Università di Roma “La Sapienza” e di “Roma Tre”. Ha svolto lezioni, seminari e corsi di specializzazione in geomorfologia presso diverse università italiane e corsi di fotointerpretazione forense su invito di Ordini professionali e Società private.
È autore di numerosi articoli scientifici pubblicati su riviste nazionali ed internazionali. Ha realizzato un libro dedicato al rilevamento geomorfologico e cartografia e redatto alcuni capitoli, riservati alla fotointerpretazione e geomorfologia, inseriti in due differenti libri di Geologia forense.

Giovanni Ettore Gigante, Fisico, nel 1983 professore ordinario presso la Facoltà di Medicina dell'Università di L'Aquila. Dal 1986 al 2008 presso la Facoltà di Scienze - Dipartimento di Fisica della Sapienza. Nel 2008 è diventato docente di Fisica Applicata presso il Dipartimento di Scienze di Base e Applicate dell'Università La Sapienza di Roma. Il suo interesse di ricerca si è concentrato sullo sviluppo di tecniche ND, fisica nucleare applicata, imaging e elaborazione delle immagini, archeometria e conservazione. È autore di numerosi articoli riguardanti la fisica dei raggi X e lo sviluppo di tecniche in riviste di fisica e fisica applicata e, più recentemente, su tecniche di acquisizione e elaborazione delle immagini. È coinvolto in alcune collaborazioni internazionali ed è stato relatore invitato in conferenze nazionali e internazionali in fisica biomedica e archeometria. La sua attività principale negli ultimi anni è stata lo sviluppo di curricula universitari per la formazione di scienziati per la conservazione e il restauro del Patrimonio Culturale a livello nazionale e internazionale. Promotore di una specifica classe per la formazione di scienziati e conservatori-restauratori dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca e primo coordinatore dell'Area Didattica di Tecnologia per la Conservazione e il Restauro della Facoltà di Scienze dell'Università La Sapienza di Roma.
Recentemente responsabile del Master Europeo in Scienze dei Materiali Archeologici (ARCHMAT) dell'UE, aperto agli studenti di tutte le parti del mondo. È coinvolto nell'attività didattica in alcuni corsi di laurea e post-laurea: a) Metodi Fisici per il Patrimonio Culturale (insegnamento di metodi non distruttivi per lo studio dell'opera d'arte con particolare enfasi sulle tecniche a raggi X); b) Archeometria al secondo anno del corso di laurea magistrale in Scienze Applicate per i Beni Culturali (metodi avanzati per la caratterizzazione dei materiali e le nuove prospettive in questo campo); c) Analisi delle immagini e elaborazione delle immagini a livello post-laurea (insegnamento dei fondamenti dell'analisi delle immagini e della digitalizzazione e delle tecniche di elaborazione delle immagini).

Dario Di Blasi, è laureato in Sociologia all’Università di Trento.  Dal 1990 al 2017 compreso, cura e dirige la Rassegna Internazionale del Cinema Archeologico che si svolge annualmente a Rovereto organizzata dal Museo Civico di quella città. E’ stato responsabile della banca dati e dell’archivio cinematografico che raccoglie più di 6000 film. Si impegna per far riconoscere l’archivio come patrimonio culturale da proteggere e valorizzare e mettere in rete per la ricerca di università musei e istituzioni culturali.
Ê conservatore onorario del Museo Civico della stessa città fondato nel 1851 durante l’Impero austro-ungarico e per il quale Paolo Orsi svolse le sue prime indagini archeologiche. É membro della settecentesca Accademia degli Agiati.
Ha curato decine di manifestazioni cinematografiche a contenuto archeologico, storico e antropologico in Italia, Europa , Egitto e medio oriente compreso l’Iran con le missioni di scavo italiane all’estero.
 Dal primo gennaio 2018 al marzo 2021, direttore artistico del Firenze Archeofilm organizzato nella stessa città dalla rivista Archeologia Viva- Giunti editore e curatore di tutte le manifestazioni a questo collegate a Roselle, Varese, Aquileia, Lugano, Napoli con l’Archeo Cine Mann del Museo Nazionale  Archeologico di Napoli .
Ha curato varie manifestazioni cinematografiche in Sicilia e principalmente per oltre un decennio nel Parco della Valle dei Templi ad Agrigento e in varie altre località tra le quali Selinunte.
E’ attualmente curatore del Festival della comunicazione archeologica di Bacoli(Napoli) nei Campi Flegrei , accanto a Capo Miseno che viene patrocinato da Comune di Bacoli , RAI, Film commissione della Campania, Museo archeologico di Napoli MANN.

 

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